Bulgaria: Il Mar Nero, il kuk e l’isolotto di Santa Anastasia.

Cari tutti, eccomi di nuovo qui a scrivere di bella Bulgaria.
Il Mar nero è puntellato da isole piccole o di media grandezza. Nero come la notte, navigando ti rendi conto del perché gli antichi, dopo qualche ripensamento, decisero di chiamarlo proprio così. E’ nero come il petrolio, ma trasparente come l’acqua potabile. Difficile da immaginare, impressionante da vedere.

Domenica 29 Giugno è stata, qui da noi, la prima vera bella domenica di inizio estate dopo un inverno ed una primavera, diciamo, freddini (e qui, giù con tutti i miei post passati sulla meteropatia e i miei disagi quando le temperature vanno sotto i 25 gradi… vabè…). Risalgo al periodo con precisione perchè, cambiando per sbaglio il settaggio della mia mitica testa rossa – sto ancora affinando la tecnica di gestione di queste manine in più che spuntano vicino alle mie mentre faccio le cose più delicate, (ce la farò!) – dicevo, nelle foto che ho scattato quel giorno è rimasta impressa la data. Poco male.
Nonostante qualche nuvoletta sparsa, il sole splendeva alto nel cielo. Che fai, non ne approfitti immediatamente? Dal molo di Burgas partono ogni giorno, tre volte al dì, dei traghetti molto simpatici, tutti rossi, dall’aspetto un po’ vintage, diretti all’isolotto di Santa Anastasia (in bulgaro: Ostrov Sv Anastasiyas). Si chiamano Kuk. Così, decidiamo di prendere il Kuk delle 9.30. Un orario abbastanza comodo per noi che ormai ci svegliamo presto ed anche sicuro per il Piccolo Esploratore che teniamo ancora al riparo dai raggi ruggenti del mezzogiorno.

Appena un ettaro di isolotto, ad 1,5 km al largo della costa, tutto ricoperto di verde, papaveri rossi e margherite gialle, che domina il mare ed il panorama tutto intorno da 12 metri di altezza.

Non mi dilungo mai sulle informazini storiche, ma sono venuta a conoscenza di alcuni aneddoti di cui mi fa piacere informarvi ed ho visto che sui siti internet più comuni non si trova molto al riguardo.

Il nome dell’isola deriva dal convento di epoca medievale situato al suo interno, del quale si può ancora apprezzare qualche parete. Fù abbandonato quando l’isola venne trasformata in carcere, nel 1923.

Nel 1925, un gruppo di 43 prigionieri politici (comunisti e antifascisti), guidati da Teohar Bakardzhiev, si ribellò e fuggì dall’isola per dirigersi poi verso l’Unione Sovietica. In loro onore, quando i comunisti salirono al potere, nel 1945, l’isola fu ribattezzata Isola bolscevica.

Agli amanti del Cinema di nicchia dico anche che il regista bulgaro Rangel Valchanov nel 1958 trasse da questa storia un film il cui titolo, tradotto, dovrebbe suonare così: Sulla Piccola Isola.

Oggi, sull’isola si trova un faro, una caffetteria dove servono del the preparato con erbe che crescono solo lì ed un bistrò dal tono un po’ elegante. Il piccolo molo è stato costruito di fianco all’unica spiaggia. Una spiaggia così piccola che riesce a contenere, comodomente, appena due omblelloni con quattro poltroncine da mare. Poi un edificio ben intergato con l’ambiente, di fianco a quel che rimane del monastero, offre ricovero per coloro che, innamorati dell’isola, decidano di passarvi una o più notti ed assistere allo spettacolo di danza tradizionale e poi, al risveglio, sedersi su una delle numerose panchine panoramiche con un bel libro da alternare alla bella vista. Noi, avevamo già assistito a quelle danze e abbiamo deciso di tornare in giornata sempre col kuk, Pieni di aria buona, bella immagini, ed una nuova esperienza segnata sull’agenda del Piccolo Esploratore che pare abbia apprezzato anche la traversata in traghetto!

Voi per ora dovrete accontentarvi di questo racconto e delle mie poche foto. Ma mai dire mai…

Baci a presto!

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8 thoughts on “Bulgaria: Il Mar Nero, il kuk e l’isolotto di Santa Anastasia.

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