Di buona Bulgaria: i vini

Qui in Bulgaria, il vino, lo sanno fare. E lo sanno fare bene! Hanno imparato milleni fa. Circa tre! Furono addirittura i lontani traci a sperimentare la coltivazione delle viti, invitati da questa terra che è tutta un’ondeggiare di colline ventilate dall’aria di mare, che ben si presta a questo tipo di coltivazione.
Alcune fonti locali raccontano addirittura che i Romani dell’antico impero carpirono qui i segreti della cultura vinicola per poi importarli in Italia, Francia e Spagna. E qui sicuramente qualcuno vorrebbe quantomeno discuterne.. E’ tipico che culture limitrofe si scontrino nel rivendichare la maternità di antiche tradizioni, soprattuto se si tratta qualcosa che porta lustro e ricchezza. In queste situazioni mi piace immaginare di osservare il nostro pianeta dalla Luna, così piccolo… cosa può importare, dopo millenni, infondo, che una tradizione abbia avuto origine in un paese o in un’altro. Trovo più interessanti le sfide proiettate verso il futuro. La sperimentazione di nuove tecniche di coltivazione, per esempio, in questo caso, con l’obbiettivo di raggiungere risultati migliori, a costi inferiori… o la sperimentazine di nuove commistioni, nel caso specifivo dei vini… no?!

Mentre noi chiacchieriamo, i viticultori bulgari non perdono tempo e, per tornare tutto d’un fiato sul nostro pianeta, ai tempi correnti, vi devo dire che i vini bulgari sono presenti massicciamente non solo nel commercio internazionale, ma anche ai concorsi vinicoli più blasonati, e ne escono a testa alta! Bianchi e Rossi.

Per farvi un esempio, al Concours Mondial de Bruxelle 15 case vinicole bulgare erano presenti con ben 58 etichette, 20 delle quali hanno ricevuto dei premi: vi parlo di 2 Grand Gold medals, 5 Gold Medals e 13 silver medals, alle quali si aggiungono alcuni premi speciali. Uno per tutti, il Bulgarian Gold Stallion della Angelus Estate S.A. 2011 è stato nominato tra i 5 vini-rivelazione del 2014. touche!

Alla luce di tutte queste informazioni, partecipare al wine fest che ha avuto sede nel casinò del giarino del mare è stato ancor più piacevole. Ci siamo divertiti a degustare i vini migliori offerti dalle numerose case vinicole, osservandone l’intensità del colore, le note aromatiche, la densità, cercando, da principianti amatori, di utilizzare un po’ di quella bella terminologia propria dei migliori sommelier. Il tutto rigorosamente vista mare! Spizzicando qua e là e attingendo dal generoso banchetto. E se pensate ad una di quelle scene italiane di gente ammassata davanti ad una tablatte in attesa della sua razione/montagna, vi sbagliate: i questo i bulgari sono molto più civili di noi e non abbiamo bisogno di fonti storiche per accertarlo!

Vi lascio come sempre a qualche immagine.

A presto,

Nico

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