Educazione Civica: di rammarichi e di speranze

Sapete, è scritto anche nella mia pagina di presentazione, che ho sempre covato un profondo interesse per l’educazione civica. Soprattutto quella più semplice, apparentemente elementare, che da tempo ormai è stata negata alle scuole. Non è necessario avere una cultura giuridica per trasmettere ai nostri figli il senso profondo del rispetto reciproco e della buona educazione finalizzata al miglioramento del vivere comune. Non è indispensabile parlarne seduti ad un tavolino, ma l’esempio, quello sì, è imprescindibile, per evitare che da vittime, i bambini di oggi diventino domani loro stessi artefici dell’inesorabile impoverimento socio-culturale cui stiamo assistendo.
Da neo-madre, più di ogni altra cosa, vi esorto ad impegnarvi attivamente tutti in questo senso, perché non è facile né banale. Come per ogni esame, bisogna trovare un metodo.  Pensare, decidere, trovare la concentrazione, forzarsi e poi ripetere finché non diventa naturale. Ne varrà la pena, siatene certi!
Sostengo nel mio piccolo il padre autore della lettera cui vi rimando con questo link e lo ringrazio – nostro malgrado – per avermi dato indirettamente l’input che attendevo da tempo per iniziare ad affrontare questo argomento.

dal Bioparco di Roma

La vita è un’estate, perché l’estate è anche sete.

Grazie per aver letto questo sfogo fino alla fine!

Nico

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24 thoughts on “Educazione Civica: di rammarichi e di speranze

  1. Concordo con te, su tutto e sono vicino ai ragazzi della banda.
    Tuttavia dobbiamo sempre più spesso fare i conti con un decadimento culturale che, in barba aile idee di molti, non parte dal basso ma dalla classe dirigente caprona e ignorante che ci governa.
    Sevirebbe a loro un pò di educazione e non solo civica.
    :-)

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  2. Ho visto il video e la cosa non mi meraviglia. I ragazzi erano lì per suonare, si erano impegnati ma per il pubblico non contavano niente… loro o un cd registrato avrebbero fatto lo stesso effetto. D’altra parte perchè ascoltare in silenzio questi ragazzi quando potevi andare a salutare e abbracciare tutto il potere italiano? Vuoi mettere quanto è più eccitante saltare sul carro del vincitore che ha appena finito di parlare, piuttosto che stare lì a sentire quei ragazzotti con la solita musica classica?
    Quella di alzarsi prima del termine di una manifestazione è un gesto tipicamente italiano: da quelli che si alzano prima dei titoli di coda al cinema, ai concerti, fino alla messa. Raccontava Beppe Severgnini in un suo libro che in USA e UK i fedeli restano in chiesa fino alla fine dell’ultimo canto, per rispetto del coro, e poi escono tutti ordinatamente in fila. In Italia appena il prete dice “la messa è finita” tutti scappano come se in chiesa fosse scoppiata una bomba… Il più veloce, dopo due secondi, è già al bar col cappuccino e il maritozzo in mano!

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  3. Assolutamente d’accordo! Purtroppo ciò che porta al degrado è un menefreghismo radicato difficile da estirpare. Basta salire a nord dell’Europa per rendersi conto di quanto le due cose sia strettamente correlate!

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  4. ciao monticiana…(perchè sto nick?)
    guarda ho 36 anni e la gente si stupisce che auguro buona giorno, buona sera, cerco un cestino per buttare i miei rifiuti e, sinchè fumavo le sigarette industriali usavo mettere i mozziconi in tasca…

    A me stupisce sta gente che mi chiede perchè.

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  5. Sai che io, come insegnante elementare, la propongo l’educazione civica? Anche se non è nei programmi… mi ricordo alle medie il mio impatto con l’educazione civica fu: parlamento, costituzione, sistema elettorale. Ma che c’entra? interessante si, ma non è così l’educazione civica che aiuta nella crescita i nostri bimbi. Ad esempio io lavoro molto sull’essere gentili con i bambini, ricordandomi sempre bene che prima di tutto loro guardano me se sono gentile, se non alzo la voce, se mi rivolgo a loro con rispetto.
    Un abbraccio! Elena

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  6. Grazie Elena! Sai bene che ti seguo e apprezzo quello che scrivi e i contenuti che proponi. Anche se non ci conosciamo di persona, ti sento vicina e se mi dici che proponi educazione civica (quella che intendiamo noi) a scuola, beh, non posso che esserne felice perché penso che lo farai nel modo più giusto!! La nostra è una bella lotta. Persino contro certi genitori. Ma non dobbiamo desistere!! :) virtualmente, ti abbraccio! E a presto!! Nicoletta

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  7. anche io avevo la medesima “educazione civica” che dice elena. che poi anche quella… vedendo come siamo messi…direi che l’educazione (anche nel rispetto del proprio mandato prima di tutto) è andata del tutto a putt…

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  8. Anche io sai? Penso un po’ tutti, noi figli di quel lontano benessere che distolse l’attenzione dagli antichi valori. Per chi lo sente, e non siamo in pochi, rimane il senso di responsabilità di avviare una generazione migliore.

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  9. non solo benessere. Il problema è che comunque tra gli anni 70 e 80 c’è stata una rivoluzione anche a livello di informazione e di formazione. Pensiamo solo a quanti si sono laureati col 18 politico ed oggi ci governano…e dall’altra alla nascita della tv commerciale.

    Secondo me il punto è la mistificazione della cosiddetta “educazione civica” da educazione a convivere col prossimo, nella vita di tutti i giorni che secondo me è la base dei rapporti tra umani…della cosiddetta civiltà e soprattutto rispetto della cosa pubblica, a studio delle nostre istituzioni, che si studia nell’ora di diritto, a seconda degli ordinamenti, sin dalla prima superiore…

    Ok ci sta studiare la “democrazia”, ma mi sembra un discorso un tantino largo e per questo superficiale… quando l’obiettivo dovrebbe essere formare il cittadino.

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  10. P.s. OFFTOPIC: che carini gli avatar personalizzati per gli utonti come me che ne sono privi. come hai fatto? che plugin hai installato?

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  11. Ahahah! Si, quei simpatici mostriciattoli! Guarda, in fatto di tecnica sono una vera pippa! Invagti ho anche sbagliato il nome del mio blog che nel link risulta essere il mio nomecognome. Feci tutto a casaccio quella sera quando provai ad aprire il blog per pura curiosità. Neanche sapevo cosa ne avrei mai fatto! :D

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  12. personalmente credo che 14 anni sia l’età giusta per l’educazione civica intesa come è intesa adesso, ovvero lo studio delle istituzioni democratiche. Diverso è il discorso dell’educazione a convivere col prossimo che di norma avviene sin da quando il bambino comincia ad interagire, prima con i propri genitori e poi via via con altre figure, sia di tipo autoritario, la maestra – e i loro pari: i compagni di scuola.

    Questa fase evolutiva è molto delicata e purtroppo il bambino futuro ragazzo viene letteralmente gettato in svariate fosse dei leoni: dal catechismo, ai corsi sportivi, ai doveri scolastici. Tenuto perennemente occupato. Esattamente come i genitori che però sono obbligati perchè devono lavorare per mantenere la famiglia.

    Non so quanto faccia bene questa iperattività (che poi i bambini iperattivi vengono subito messi da parte, infamati con l’ADHD, così come tutti gli altri bambini problematici…autistici, aspengeriani and so on) perchè per quanto siano veloci ad imparare c’è sempre bisogno di un momento in cui è necessario avere calma…lasciare sedimentare…interiorizzare quanto appreso. Imparare a stare da soli… e pensare.

    Già…stare da soli, tranquilli e pensare, con la propria testa. Imparare a formarsi opinioni proprie e condividerle, saperle difendere ma anche ammettere che le informazioni su cui si basavano non erano complete/veritiere (accade sin troppo spesso anche agli adulti, quindi non mi stupisco che poi i ragazzini crescano così, vedendo certi genitori)… e andare alla ricerca di tutta la verità per formarsi un’opinione propria. Quando si impara ad amare se stessi e rispettare se stessi, viene naturale anche convivere civilmente col prossimo.

    Chi ama se stesso troppo o troppo poco…crea problemi. Se ci pensate bene…. la prima lezione civica è imparare il rispetto per se stessi. L’amore per se stessi. La compassione per se stessi. Sapersi guardare allo specchio con umiltà e saper affrontare la vita con coraggio, relazionarsi con fiducia verso il prossimo.

    Questa secondo me è l’educazione civica tout-court… essendo la civiltà cosa umana è assurdo che non si parta dal primo individuo a cui dobbiamo amore e rispetto…noi stessi.

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  13. Non posso che sposare in pieno quanto hai scritto. Ti ringrazio infinitamente per questo interessante, pensato ed articolato intervento. Spero che questa conversazione veda altri interventi costruttivi come il tuo, e continui a darci spunti di riflessione. Insegnare ad amare se stessi forse è la cosa più difficile da fare…

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