Cosa spero di avere imparato in un anno all’estero

Burgas 2015

Più o meno pensavo a questo:

    • Ad arrangiarmi: non è necessario trovarsi nelle condizioni ideali, per fare bene qualcosa;
    • che si può fare a meno di tante cose, ma di tante altre proprio no!
    • a costruire nuovi legami: impigrita e cullata da quelle amicizie di nicchia forti e durature che ormai cavalcano l’onda della complicità, avevo dimenticato cosa volesse dire impegnarsi per costruirne delle nuove. Le persone sono la nostra vera ricchezza;
    • che studiare latino e greco antico prima o poi ti torna utile;
    • a saper scegliere cosa lasciare e cosa tenere;
    • a preparare biberon e cambiare pannolini in tempi rapidissimi, anche al buio;
    • che la mamma è sempre la mamma;
    • a non chiedere aiuto troppo presto, ma a lanciare un chiaro sos in casi estremi;
    • che essere italiani è un dono che non dovrebbe essere sprecato;
    • che in Italia si consuma troppo e male;
    • che l’odore di un fornaio nelle vicinanze, il suono delle campane, il cielo blu, il chiacchiericcio di persone in sottofondo e persino il sanpietrino dissestato rallegrano la vita.

Tutto qui?
Per il momento sì, ma se vivete o all’estero o vi siete allontanati per qualche tempo e volete aggiungere qualcosa alla lista, leggerò volentieri i vostri interventi! Anzi, in questo caso ci conto!

Ciao, a presto!

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7 thoughts on “Cosa spero di avere imparato in un anno all’estero

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