Si era detto Allegria

Ognuno ha i suoi punti deboli, io ne ho tanti. Ognuno è fatto com’è fatto. Bisogna accettarlo. Sono sempre stata un’allegra bambina, nonostante fossi allergica a tutto. Tutto.
Frutta, polveri, pollini, metalli, odori, tessuti colorati.
I raggi diretti del sole.
Crescendo, l’ allergia svaniva in favore dell’allegria.
O almeno così credevo…
Il corpo di un soggetto allergico si abitua lentamente ad assumere le sostanze che gli sono nocive. Gli scombussolamenti di ormoni che accompagnano le fasi della crescita, spesso aiutano a spegnere i focolai. Da tanto tempo non pensavo a quelle noiosissime ore spese affacciata alla vasca da bagno sapientemente organizzata da mia madre, per permettermi di respirare vapori misti ad odori misti a qualcos’altro potesse aiutare il mio respiro. Quella vasca era il mio polmone esterno. Le mattonelle del bagno erano dipinte a fiorellini. Delicate. Classiche. Morbide. Erano accoglienti, in fondo.
Non soffrivo di allergia da anni, mi ero distratta, per allegria.
Una persona allegra, rimane allegra per tutta la vita. E’ una questione di approccio.
E un allergico, allergico rimane, per tutta la vita. Non c’è questione.
Ho festeggiato i miei nuovi compleanni con torte alle fragole, ho adibito una parete della nuova casa a libreria, pratico regolarmente del giardinaggio. Continuo ad usare pochi gioielli ed orologi di cuoio o plastica, per un gusto personale, forse inconsciamente indotto.
Le gravidanze comportano scombussolamenti ormonali importanti e surplus di allegria.
In seguito alla mia seconda gravidanza l’allergia ai pollini e alle polveri si è risvegliata forte e agguerrita. Puntuale, si è presentata al primo fiorire dei pini.
L’allegria ha ormai radici così profonde da non poter essere soppiantata facilmente.
Sono sveglia dalle 3. I miei occhi lacrimano senza freni. Se mi sdraio, mi manca il respiro. Sono sotto assedio. Mi autocontrollo in attesa che l’antistaminico sortisca un qualche effetto.
Ma il punto è che, nonostante il disagio, nonostante la paura di sentirsi mancare il respiro, nonostante tutto, l’unica immagine che riempie la mia testa in questo momento, nel silenzio dolce della notte, è il viso paffuto di mio figlio. L’amore sconfinato e l’allegria accorata che sprigiona con la metà di un suo sorriso. La gioia e il benessere che ha inconsapevolmente donato alle nostre vite, l’equilibrio naturalmente imposto al nucleo familiare.
Se il risveglio delle mie forme allergiche è un prezzo, questo mi rallegra. Avrei pagato infinite volte tanto per avere mio figlio. Per averlo così com’è, fino all’ultima delle sue ciglia. E mi sorprendo madre, a pensare che se altro mi verrà chiesto, per tale grazia, altro pagherò, serenamente. Questo spiraglio aperto sui super poteri che poco a poco scopro di avere, mi rafforza. Mi rallegra.

Pago il prezzo.
Sorrisi, per mancia.

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6 thoughts on “Si era detto Allegria

  1. Mi sono emozionata. Il mio compagno è molto allergico e attraverso le tue parole finalmente capisco le sue sensazioni. Ora capisco perchè quando lui è felice e appagato l’allegria prende il sopravvento sull’allergia, e lui sta meglio. Spero che nel giro di pochi anni diventerà papà (ah, trovassi il coraggio!) e penso che il surplus di allegria che ne deriverà non potrà che fargli bene. Un abbraccio!

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  2. Ciao Marta! Mi spiace… mannaggia! Le allergie possono mettere davvero in difficoltà una persona e purtroppo non hanno ancora cure definitive, solo dei palliativi… ad ogni modo, bisogno imparare a conviverci, rispettare qualche regola di vita e ancor di più godersi tutto il resto!! :) per cercare di non trasmetterle ai propri figli è importante rispettare le tappe di inserimento di alcuni alimenti notoriamente allergizzanti nella loro dieta: le uova non prima dei 2 anni, i frutti rossi il più tardi possibile… quando sarà, e sarà, un bravo allergologo potrà darvi i giusti consigli! :) un abbraccio affettuoso a te e a presto!

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