I fiori di Nico: profumi e fragole

I fiori di Nico: profumi e fragole

La domenica pomeriggio si finisce sempre col fare un po’ di giardinaggio con i bambini! Sono riuscita ad appassionare anche il Piccolo Esploratore, entusiasta per le due piantine di fragole che abbiamo invasato nell’angolo buio della terrazza. Sì, l’angolo brullo, la fossa delle marianne! In ogni terrazza c’è una fossa delle marianne: l’angolo dove non arriva mai il sole, o solo per qualche minuto al giorno, a seconda della stagione. Ho pensato che le fragole, naturalmente, crescono nel sotto bosco. Un ambiente umido e poco illuminato. Chissà che non riescano ad attecchire anche nella nostra terrazza..! Lo scopriremo.. Continua a leggere

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Più libri più liberi: una festa cristiana

Più libri più liberi: una festa cristiana

Trascorrere l’otto dicembre alla fiera dei libri, ripensandoci, è stata la cosa più cristiana che potessimo fare in questo primo lungo fine settimana di feste natalizie.

D’altronde, cosa ci ha offerto la nostra amata città?

Nessuna valida alternativa al consumismo più sfrenato: giri per le grandi e polpose cineserie annidiate lungo le vie del nostro meraviglioso centro, turismo accalcato fuori e dentro i poli culturali di massimo spicco, un’ammiccante Casa-di-Babbo-Natale, esclusiva al limite dell’offensivo – come del resto i bei concerti proposti negli Auditorium, forse 2 bancarelle a piazza Navona da cui abbiamo preferito star lontani per evitare, proprio nei giorni di festa, di dover fare a spallate con le altre persone, sempre perchè ci consideriamo cristiani dignitosi, non bestiame in ecopelle. Continua a leggere

Cosa (non) c’è nella mia borsa.

nella mia borsa

Ultimamente va’ di moda, tra bloggers, mostrare con video e foto il contenuto della propria borsa. Quella pratica, comoda, da ogni giorno. Su youtube si accavallano video su video, simpatici e non. Il fenomeno si chiama video-tag, ho scoperto. Qualcuno lancia un tema, e chi vuole risponde a modo proprio rilanciando. Da quando gioco a “fare la blogger” ogni tanto me li guardo, mi diverte! Continua a leggere

Bulgaria: Sinemorets, paradisi che non ti aspetti

Bulgaria: Sinemorets, paradisi che non ti aspetti

La Bulgaria è un polmone verde. Basta affittare una macchina a Sofia ed incamminarsi verso la costa per rendersene conto. Vaste praterie si alternano a campi coltivati per poi cedere il passo a boschi e foreste fitte fitte di conifere.  Fiumi e laghi spennellano di blu il paesaggio di tanto in tanto. E’ facile incontrare cavalli al pascolo, caprette, poche mucche, magre. Da queste parti le mucche vengono allevate principalmente per il latte. Come il nome di uno dei vini che preferiamo bere qui – No Man’s Land – ci ricorda, qui la terra è di tutti e di nessuno. Pochi sono i proprietari, e spesso non sono bulgari ma ricchi stranieri, per lo più russi. La cultura comunista, rinnegata decenni fa, permea ancora la mentalità di questa brava gente, poco abituata ad avere e a mantenere per sè qualcosa (mentre la cosa pubblica funziona molto bene, ma di questo parlerò in separata sede). Anche per questo, e forse proprio grazie a questo, fuori dai centri abitati più sviluppati, come Burgas, che pur non essendone la capitale, è quasi considerata al pari di Sofia per importanza, tra le città bulgare, dicevo, fuori dagli agglomerati urbani principali, si possono percorrere mezzore e mezzore di strada e sterrati senza incontrare una costruzione, un benzinaio, un ristoro, una capanna… nulla. Solo incantevole e rigogliosa e profumata natura. Logicamente, allontanandosi dalla città, è più facile trovare anche una bella costa.

Una domenica di quest’estate ci siamo spinti con la macchina verso sud, al confine con la Turchia. Continua a leggere

Di rientri: qualche pensiero, senza esagerare!

Di rientri: qualche pensiero, senza esagerare!

Aver un luogo al quale far ritorno, un punto fermo, è una ricchezza. L’ho imparato da piccola, salutando la mia città dalla prua di una nave in partenza. E’ uno dei ricordi più antichi che ho. Non commuovetevi, è un bel ricordo!
Circostanze vogliono che io abbia due luoghi ai quali far ritorno. Ma in questo particolare periodo della vita se ne è aggiunto un terzo, che poi è la città in cui vivo abitualmente e dalla quale mi sono allontanata per un annetto con il Grande ed il Piccolo Esploratore. Sto parlando di Roma, lo sapete. Continua a leggere