Giardinaggio e dintorni

Giardinaggio e dintorni

Riacquisire periodicamente il contatto con la natura, giova a corpo e spirito. In una tiepida giornata di aprile, prendersi cura delle proprie piante, stancare le braccia, sporcarsi di terra, accumulare ossigeno, usare le mani, farsi sfuggire qualche risata… E’ questo probabilmente il modo migliore per scrollarsi di dosso malumori e tensioni accatastate nei mesi freddi. Per pensare. Per non pensare affatto. Per essere felici.
In un quadernetto di annotazioni, poi pubblicato con il titolo “Scritto in un giardinoMarguerite Yourcenar scrive:

“Le radici affondate nel suolo,
i rami che proteggono i giochi degli
scoiattoli, i rivi e il cinguettio degli
uccelli; l’ombra per gli animali e gli
uomini; il capo in pieno cielo.
Conosci un modo più saggio
di esistere?”

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Radio Monticiana: Primavera ed altri titoli ficcanaso.

Radio Monticiana: Primavera ed altri titoli ficcanaso.

[il mio semi-post sulla primavera, è stato sabotato in corso di preparazione dal Piccolo Esploratore. Evviva! La maggior parte di voi mi segue via mail, quindi non posso tornare indietro e il post rimarrà pubblicato. Se vorrete, potrete leggere quello che stavo scrivendo… a presto! ]

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Martenitsa, cicogne, colori…

Martenitsa, cicogne, colori…

In Bulgaria, circa un anno fa, ho imparato a riconoscere le bianche cicogne dal lungo becco giallo!
Arrivano in primavera, per svernare nel grande verde incontaminato che questa terra vicina al mar Nero, offre con generosità. Vedere la prima, pare sia di buon auspicio. Si tratta di uno dei riti legati alla Martenitsa, la festa del 1° marzo che tutti qui attendono con grande entusiasmo. La città si è già vestita di bianco e di rosso e nonostante il grigio non ci dia tregua, in cuor nostro sappiamo che una nuova primavera è lì, dietro l’angolo e reca in mano un bouquet di rose e di viole. Continua a leggere

L’uomo delle stelle

Da bambina mi dilettavo nel realizzare collanine e braccialetti con perline colorate.  In inverno, sì, capitava, ma era l’estate la stagione più produttiva. Osservavo quel tripudio sfaccettato di colori brillanti, tagliavo il filo elastico della lunghezza che avevo deciso ed iniziavo ad infilare le perline rispettando la sequenza stabilita. All’ultimo giro, regolarmente, invertivo la sequenza o inserivo una perlina dispettosa. Avevo deciso che quella era la mia firma. Mi piaceva così!

Ora starete pensando da dove è uscito fuori il titolo di questo post, e io ve lo spiego.

Verso metà della settimana scorsa avevo deciso, tutta contenta, che lunedì avrei lanciato un bel post sul week end, che già pregustavo immaginandolo ricco di novità, qualche avventura e spunti interessanti da condividere con voi.

La verità è un’altra: Continua a leggere