Martenitsa, cicogne, colori…

Martenitsa, cicogne, colori…

In Bulgaria, circa un anno fa, ho imparato a riconoscere le bianche cicogne dal lungo becco giallo!
Arrivano in primavera, per svernare nel grande verde incontaminato che questa terra vicina al mar Nero, offre con generosità. Vedere la prima, pare sia di buon auspicio. Si tratta di uno dei riti legati alla Martenitsa, la festa del 1° marzo che tutti qui attendono con grande entusiasmo. La città si è già vestita di bianco e di rosso e nonostante il grigio non ci dia tregua, in cuor nostro sappiamo che una nuova primavera è lì, dietro l’angolo e reca in mano un bouquet di rose e di viole. Continua a leggere

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Bulgaria: Sinemorets, paradisi che non ti aspetti

Bulgaria: Sinemorets, paradisi che non ti aspetti

La Bulgaria è un polmone verde. Basta affittare una macchina a Sofia ed incamminarsi verso la costa per rendersene conto. Vaste praterie si alternano a campi coltivati per poi cedere il passo a boschi e foreste fitte fitte di conifere.  Fiumi e laghi spennellano di blu il paesaggio di tanto in tanto. E’ facile incontrare cavalli al pascolo, caprette, poche mucche, magre. Da queste parti le mucche vengono allevate principalmente per il latte. Come il nome di uno dei vini che preferiamo bere qui – No Man’s Land – ci ricorda, qui la terra è di tutti e di nessuno. Pochi sono i proprietari, e spesso non sono bulgari ma ricchi stranieri, per lo più russi. La cultura comunista, rinnegata decenni fa, permea ancora la mentalità di questa brava gente, poco abituata ad avere e a mantenere per sè qualcosa (mentre la cosa pubblica funziona molto bene, ma di questo parlerò in separata sede). Anche per questo, e forse proprio grazie a questo, fuori dai centri abitati più sviluppati, come Burgas, che pur non essendone la capitale, è quasi considerata al pari di Sofia per importanza, tra le città bulgare, dicevo, fuori dagli agglomerati urbani principali, si possono percorrere mezzore e mezzore di strada e sterrati senza incontrare una costruzione, un benzinaio, un ristoro, una capanna… nulla. Solo incantevole e rigogliosa e profumata natura. Logicamente, allontanandosi dalla città, è più facile trovare anche una bella costa.

Una domenica di quest’estate ci siamo spinti con la macchina verso sud, al confine con la Turchia. Continua a leggere

Roma, si torna. Per un po’.

Roma, si torna. Per un po’.

Buongiorno a tutti voi cari che passate sempre, talvolta, solo oggi per sbaglio, per questi lidi monticiani temporaneamente delocalizzati. Caso vuole che questo sia il mio cinquantesimo post. Sono contenta.
Ad ogni modo, oggi è un buongiorno! Il sole splende alto nel cielo, il Galletto ha cantato presto, ma non prima della sua chioccia! E la giornata è dedicata alla preparazione di valigie, pappe, conteggio dei pannolini, bagnetto, parrucchiere (beh, scusate..) pranzo a sacco per la traversata, controllo dei documenti.. si! Domani si torna a respirare, per qualche prezioso giorno, la buona aria della suburra. Si torna a calpestare l’erba fresca di villa Borghese. Si torna ad abbracciare braccia amiche. Si torna a prendere il caffè dalla signora Nunzia, centenaria, che lo serve, nel cuore del colle oppio, da tempi immemori. 35 gradi, un po’ di umidità e il sole alto sul colosseo che dipinge Roma di quella luce inconfondibile.

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Bulgaria: Sofia in 24h (naturalmente baby-friendly) : si può!

Bulgaria: Sofia in 24h (naturalmente baby-friendly) : si può!

Uscendo dalla metro alla fermata di Serdica, l’impatto è sorprendente. Ci si trova, in pieno centro, ai piedi della statua di Santa Sofia, alta 24 metri, in posa accogliente e benevolente nei confronti di coloro che arrivano in città dal 2001: scacco matto a Lenin! (poveretto, chissà cosa ne hanno fatto della sua statua!)

Ci troviamo in questa piazza molto grande e contornata da palazzoni severi, sedi di banche e grandi alberghi. Tra questi, si fanno spazio l’antica e suggestiva Basilica di Sveta Sofia, una grande moschea scintillante, un po’ più in là una sobria sinagoga e, proprio davanti a noi, la minuscola chiesa di Santa Petka, un po’ più interrata rispetto al livello della strada odierna, poichè risalente al periodo della dominazione ottomana. Una Perlina che conserva ancora gradevolissimi affreschi del cinquecento. A prima vista si può dire che pur non essendo sontuosa come le capitali europee cui siamo comunemente abituati,  Sofia assurge degnamente al ruolo di crocevia tra oriente ed occidente.

E non ci siamo mossi di un passo!

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